domenica 28 dicembre 2008

Tutti a Auckland ?

Berlusconi:"se escono mie intercettazioni lascio il Paese"

Occuparsi del PD non è più solo un atto d'amore verso una vecchia fiamma. E' assistere un parente ormai gravemente ammalato, devi farlo, te ne vergogni un po' ma vorresti che non soffrisse più e sai già che ti mancherà.

La nuova svolta politica, sembra essere più commissari in periferia, distacco dalle posizioni dei giudici, avvicinarsi all'UDC e contrastare l'IDV.

Nuovo profeta del Verbo, Luciano Violante, l'indimenticato equiparatore di Salò e dei partigiani, quando probabilmente correva per la Presidenza della Repubblica (poi è giunto Napolitano...Luciano farà altro).

Di Pietro non lo presenteresti ai tuoi amici intellettuali o a tua mamma, magari puzza un pochino e forse è anche lui un furbone, ma non ci resta altro. Io il Paese non posso abbandonarlo, non ho soldi, non parlo le lingue e soprattutto non ho ville alle Bermuda.
Devo resistere, resistere, resistere e turarmi il naso.

lunedì 22 dicembre 2008

A natale puoi

Le scarpe lanciate contro Bush
diventano un business: boom di richieste
Manifestazione pro al -Zaidi davanti alla Casa Bianca (foto Olivier Douliery - Lapresse)
ISTANBUL (19 dicembre) - In barba alla crisi sta facendo affari d'oro l'imprenditrice turca che ha prodotto il modello di scarpe più famose del mondo, quelle che l'«eroe» reporter iracheno al-Zaidi ha scagliato giorni fa contro il presidente Bush. Finora sono 300 mila le richieste per le scarpe indossate dal repoter pervenute all'azienda di Istanbul Dpa Ramazan Baydan: cuoio marrone con lacci e suola alta, costo 30 euro. La scarpa modello 271 è stata ribattezzata "modello Bush". «E c'è anche chi è venuto dagli Stati Uniti per assicurarsi i diritti di distribuzione», spiega la titolare dell'omonimo calzaturificio. La donna conta produrre  30 mila scarpe entro la fine dell'anno. 

domenica 21 dicembre 2008

Cronache marziane 2

Le gerarchie cattoliche vs tutti: contro il governo spagnolo che osa istituire l'ora di educazione civica. Contro la Francia che osa schierarsi con l'Onu a favore di leggi contro la discriminazione omosessuale. Contro il presidente della Camera Fini che cita (banali) fatti storici, sulle non grandi reazioni alle leggi razziali fasciste, anche da parte della chiesa cattolica. Contro i giudici, i medici e il padre di Eluana Englaro. Contro Tremonti che taglia un po' gli incostituzionali fondi per le private (sostanzialmente scuole cattoliche, in Italia).

Si vis pacem para bellum...

Cronache marziane 1

Apertura dei tg privati di casa Berlusconi: grosse file a Milano e Roma per comprare regali. Interviste a singole persone, spesso impellicciate: "...e poi dicono c'è la crisi".

Apprezzeranno i negozianti italiani, ma chissà che penseranno gli altri italiani di queste manipolazioni mediatiche.

sabato 20 dicembre 2008

Del Turco (e Parietti): il cinepanettone

Persino Berlusconi, l'attuale presidente del consiglio dei ministri, che in queste cose leggero non è, decise di non imbarcare Mastella, nonostante le promesse (scritte?), perché gli faceva perdere voti.
Quindi, se si riveleranno vere le voci che Pannella potrebbe candidare alle europee il questuante Del Turco («Il Pdl non è schiacciato, come si tende a dire, dal peso di Berlusconi. Perché nel Pdl, per esempio, davanti a una questione come quella della riforma della giustizia c'è dialettica, c'è spazio per le idee»)
l'unica sarebbe fargli sapere (al Pannella) che mancheranno al conto dei voti. Il mio di sicuro, e non per una volta. Garantisti a volte, fessi mai.

venerdì 19 dicembre 2008

DIALOGO DI UN VENDITORE DI PARTITI E DI UN ELETTORE

Venditore. Democratici, democratici nuovi; partito che si fa popolo. Bisognano, signore, democratici? 
Elettore. Democratico per un partito nuovo? 
Venditore. Si signore. 
Elettore. Credete che sarà migliore quest'altro nuovo? 
Venditore. Oh illustrissimo si, certo. 
Elettore. Come quest'altro passato? 
Venditore. Più più assai. 
Elettore. Come quello di là, di destra? 
Venditore. Più più, illustrissimo. 
Elettore. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che il democratico nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? 
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. 
Elettore. Quanti partiti nuovi sono passati da che voi fondate partiti? 
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. 
Elettore. A quale di cotesti partiti vorreste che somigliasse il prossimo venturo? 
Venditore. Io? non saprei. 
Elettore. Non vi ricordate di nessun partito in particolare, che vi paresse onesto e riformista? 
Venditore. No in verità, illustrissimo. 
Elettore. E pure la politica è una cosa bella. Non è vero? 
Venditore. Cotesto si sa. 
Elettore. Non tornereste voi a militare cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che entraste in politica? 
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. 
Elettore. Ma se aveste a rifare la carriera politica che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? 
Venditore. Cotesto non vorrei. 
Elettore. Oh che altra carriera politica vorreste rifare? quella ch'ho fatta io, da elettore o quella di un sindacalista, o di chi altro? O non credete che io, e che il sindacalista, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa carriera politica che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? 
Venditore. Lo credo cotesto. 
Elettore. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? 
Venditore. Signor no davvero, non tornerei. 
Elettore. Oh che carriera politica vorreste voi dunque? 
Venditore. Ne vorrei una come Dio me la mandasse, senz'altri patti. 
Elettore. Una carriera a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa del partito nuovo? 
Venditore. Appunto. 
Elettore. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che la politica, fino a tutto questo partito, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la carriera politica di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rifondare. Quella carriera ch'è una cosa bella, non è il partito che si conosce, ma quello che non si conosce; non il partito passato, ma il futuro. Col partito nuovo, la politica incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? 
Venditore. Speriamo. 
Elettore. Dunque mostratemi il partito più bello che avete. 
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale tre elezioni. 
Elettore. Ecco tre voti. 
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Democratici, democratici nuovi; partito che si fa popolo.

lunedì 15 dicembre 2008

Sette anni in Iraq

All'estero son seri con le pene, mica bau-bau.
Come ad esempio negli States che arrestano chi fa bancarotta o insider- trading (mentre noi depenalizziamo il falso in bilancio). 
O come proprio ieri,  Montasser al zaidi, il giornalista televisivo 28enne che ha tirato le scarpe in testa a Bush, rischia 7 anni di carcere
Hai voglia che oggi scendano in piazza in suo favore e che oltre 200 avvocati si siano offerti di rappresentarlo.
Per me 7 anni son pure pochi: uno che ha quella pessima mira ne merita una ventina agli allenamenti forzati.

venerdì 12 dicembre 2008

Piangere sul latte bollito

Compro con soddisfazione latte crudo. Ha un sapore e una freschezza che avevo dimenticato.
Il fenomeno sta riprendendo piede e allora si riscatena il tam-tam dei media: anche se non ci sono prove di nulla...attenzione, pericoloso, escherichia coli, bollirlo.

Col ciufolo: se devo bollirlo non lo compro. Lo prendo apposta intero per averne tutti i benefdici nutrizionali (e di fermenti lattici).

qui una ricerca sugli effetti benefici del latte crudo.  

Firmate anche voi la petizione del Consorzio latte crudo:  http://www.consorziotutelalattecrudo.it/

giovedì 11 dicembre 2008

I segreti della seconda serata

I segreti di Brokeback Mountain è bene che restino tali. Zac. Censura. Via le scene che potrebbero urtare la sensibilità del pubblico adulto della seconda serata distratto (e che non ha visto il logo rosso).

Ma allora, sgorga solitaria e impellente la domanda: che ***** lo mandate a fare un film del genere? Quale medico ve l'ha ordinato? Scapagnini? O avevate paura d'incappare nella nuova tassa sul porno?

Comunque devo confessare: senza distrazioni... erano delle gran belle montagne !

giovedì 4 dicembre 2008

Vatican vs Onu

"Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla gogna". 

...uno a caso ?


mercoledì 3 dicembre 2008

Che palle !

Monta la polemica contro o pro Beppe Grillo per il suo appoggio alla biowashball: dopo la trasmissione di Mi manda raitre e dopo l'inchiesta della rivista Il Salvagente dopo le polemiche del blog Il Disinformatico  pare assodato per una parte che la palla sia buona sola come giocattolino per i cani di casa o sia miracolosa per l'altra parte.
Venuto a conoscenza della palla suddetta allo spettacolo di Grillo di settembre subito la ordinai, non sembrandomi vero che si
 potessero mettere al bando i detersivi. Ma dopo qualche giorno mi venne una qualche curiosità (non sono
 né fisico, né chimico: ma come cavolo funzionano ste sfere di ceramica?) e feci una prova. Pubblicando i risultati nel forum degli amici del Risiko!
In pratica ho preso un vecchio straccio tagliandolo in due parti e macchiandolo
 con tre diversi tipi di macchie (caffé, sporco e sugo).
Una parte l'ho lavata con sola acqua
 e l'altra con anche la biowashball, per il resto stessa durata e stessa temperatura. Risultato: identici! 
Probabilmente ha ragione il professore interrogato qui che ci ricorda che comunque l'acqua ha già un suo potere lavante e i tensioattivi dei detersivi semplicemente ne aumentano di poco il potere lavante.

Ma in tutto questo non si è detto una cosa che reputo importante: 
Grillo si sarà esposto nel consigliare l'acquisto dalla Svizzera della palla verde
 , ma quanti sanno che la stessa pallina è normalmente in vendita... SU MEDIASHOPPING ?  Il telecanale di vendite del premie Berlusconi ???

martedì 25 novembre 2008

Imagine

«5 anni per chi realizza più di una trasmissione su fatti di cronaca cruenti, 5 anni per chi chiama per nome in trasmissione gli imputati (Omar e Olindo, Amanda e Erika, Alberto e Rosa) e 5 anni per chi li propaga a mezzo talk show. Penalizzazioni finanziarie importanti per gli editori che li mandano in onda»

...aaaaah...se Babbo Natale esistesse... 

venerdì 21 novembre 2008

giovedì 20 novembre 2008

C'è grossa crisi

C'è grossa crisi, diceva Quelo...
E in tempo di crisi ci si balocca col niente, si fanno le automobiline col cartone e si schiccherano i tappi di latta delle bottiglia.
Guardo i TG: i pizzini di Latorre, l'espulsione di Villari dal PD, la guerra D'Alema Veltroni/Red Youdem, le cene da Berlusconi rigorosamente su invito, le risse TV, gli ultimatum dei vescovi...

...e naufragar m'è dolce in questo marasma...


mercoledì 19 novembre 2008

O' presidente

A San Gregorio Armeno pronta la statuina di Obama. Difficoltà per quella del presidente della Vigilanza  rai.



martedì 18 novembre 2008

Come risparmiare eliminando il ministro per l'attuazione del programma e quello dell' innovazione (e magari quello della gioventù)

La Carboneria prossima Ventura

"Proprio quando sembravamo finalmente cresciuti, flop! Atterrarono in un colpo sui nostri salotti centinaia di serie americane, tutte meravigliose e intriganti, tutte più intelligenti di quanto non sembravano, tutte scaricabili gratis, tutte per noi. Direi che anche stavolta il Risorgimento è rimandato" -dal blog LEONARDO 

Cluedo Maximo

D'Alema ha riproposto una nuova Bicamerale, madre di tutti gli inciuci. Si dice che l'assassino torni sul luogo del delitto, ma non si è mai sentito dire che a tornare sia l'assassinato. [la lepre marzolina]

giovedì 13 novembre 2008

No country for old blogger

Dal blog di Beppe grillo:

Franco "Ricardo" Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.
In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.
Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". 

mercoledì 12 novembre 2008

Not in my name

http://www.notspeakinginmyname.com/


Nostra Domus

Nel cataclisma mondiale dell'ultimo mese, tra crolli di alte torri finanziarie e elezioni americane epocali... dove è finito Nostradamus? Nessuno che ci offra una quartina sull'Uomo nero, una divinazione sul terremoto finanziazio di scala 10 che ha ridotto in macerie tante case americane?
Chi parla invece è un' altra autorità, ispirata anch' ella: la chiesa Cattolica, che vieta (!) al neo presidente degli Stati Uniti di America di rifinanziare la ricerca alle cellule staminali, come promesso l'altro giorno.
Il tutto nell'assordante silenzio di un PD che improvvisamente non ha più nulla da rivendicare da Obama: il segretario Walter Veltroni, che passava di trasmissione in trasmissione, intervista su intervista, a ripetere che Obama è suo e solo suo, che solo il PD rappresenta le sue idee e non il centrodestra opportunista...beh? Ci sei o non ci sei? Barack o Binetti? Spirito guida, se ci sei batti un colpo.

lunedì 10 novembre 2008

Capitalismo servaggio

Prospettive di ricerca

Una divisione del lavoro ha senso quando non esiste divisione tra lavoro e capitale, cioè quando i legami sociali dei produttori sono molto forti, altrimenti essa si trasformerà, inevitabilmente, in una fonte interminabile di soprusi: sfruttamento del lavoro altrui, abuso delle risorse naturali, sovrapproduzione di merci, impiego della scienza e della tecnica per perpetuare l’alienazione dominante (anche quando si pensa di attenuarne gli effetti) ecc.

Nel capitalismo la divisione del lavoro arricchisce pochi a svantaggio dei molti (all’interno di una stessa nazione e fra nazioni diverse). Guardando cosa essa ha prodotto in questa formazione sociale, vien da rimpiangere il Medioevo, in cui dominava l’autonomia del produttore diretto, che era polivalente, cioè indipendente dal mercato per le cose essenziali.

Solo che tale modo di produzione di per sé non può essere sufficiente per costituire un’alternativa efficace al capitalismo. Poteva costituire un’alternativa quando il capitalismo era in fieri, e naturalmente solo a condizione che il sistema dell’autoconsumo fosse in grado di eliminare la piaga del servaggio.

Oggi, perché l’autoconsumo possa costituire un’alternativa, occorrerebbe che il capitalismo subisse un crollo totale per motivi endogeni, ma è dubbio che ciò avvenga in tempi brevi. Il capitalismo si regge sullo sfruttamento del Terzo Mondo: finché le colonie e le neocolonie non si emancipano anche economicamente, il capitalismo non si accorgerà mai di non poter autosussistere.

Quando una formazione sociale si regge sullo sfruttamento del lavoro altrui, si autoriproduce solo fino a quando i lavoratori si lasciano sfruttare: il fatto che ad un certo punto sia nata l’esigenza del colonialismo sta appunto a dimostrare che i lavoratori europei non avevano intenzione di lasciarsi sfruttare in eterno. Ora tale decisione devono prenderla anche i lavoratori del Terzo Mondo, e auguriamoci che, quando la prenderanno, i lavoratori dei Paesi occidentali capiscano che quello sarà il momento buono per realizzare l’internazionalismo proletario contro il capitalismo mondiale.

Va comunque assolutamente escluso che il lavoro polivalente del produttore autonomo possa costituire un’alternativa quando esso viene sottoposto a un qualsivoglia regime di servaggio. “Autonomia” non può solo voler dire “indipendenza dal mercato”, ma deve anche voler dire “libertà” da qualunque forma di schiavitù. Si badi: non da qualunque forma di “dipendenza”, ma da qualunque forma di “dipendenza” in cui esista un “padrone” e un “servo”, una posizione precostituita di dominio e una di subordinazione.

E’ stata un’illusione della borghesia quella di credere che la libertà di un individuo potesse realizzarsi emancipandosi da qualunque dipendenza dal collettivo. Gli uomini devono dipendere dalle leggi che loro stessi, democraticamente, si danno, e devono altresì dipendere da molte leggi della natura, affinché sia salvaguardato l’equilibrio dell’ecosistema.

Se nel Medioevo non ci fosse stato il duro servaggio e l’oppressione culturale del clericalismo, forse il capitalismo non avrebbe trionfato così facilmente. Gli storici, in tal senso, dovrebbero verificare la tesi secondo cui l’edificazione del capitalismo è avvenuta in maniera relativamente facile nell’Europa occidentale, proprio perché qui il servaggio era molto più opprimente che nell’Europa orientale.

Nei confronti del Medioevo il marxismo ha emesso giudizi unilaterali, dettati da una sorta di pregiudizio anticlericale e antirurale. Si è condannato, col servaggio e il clericalismo, anche l’autonomia economica del produttore diretto, cioè il primato del valore d’uso sul valore di scambio, il significato sociale della comunità di villaggio, i concetti di autogestione e autoconsumo, ecc.

Il marxismo si è lasciato abbacinare dal fatto che, con l’impiego della rivoluzione tecnologica e con una forte divisione del lavoro, il capitalismo è riuscito ad aumentare a dismisura le potenzialità delle forze produttive. In effetti in quest’ultimo mezzo millennio l’umanità ha fatto passi da gigante sul piano produttivo e tecnologico.

Tuttavia, molti di questi passi, che si ritengono “in avanti”, sono stati pagati con terribili passi indietro (guerre mondiali, distruzione dell’ecosistema, morte per fame ecc.), al punto che oggi ci si chiede se davvero sia valsa la pena realizzare tanti progressi quando il risultato finale viene considerato soddisfacente solo per un’infima parte dell’umanità. Il marxismo ha avuto due torti fondamentali:

  1. quello di appoggiare un qualunque sviluppo capitalistico contro la rendita feudale, senza preoccuparsi di trovare nel sistema dell’autoconsumo le possibili alternative al servaggio;
  2. quello di tollerare i guasti provocati dal progresso tecno-scientifico, illudendosi di poterli ovviare sostituendo il profitto privato col profitto statale.

Detto altrimenti, lo storico dovrebbe chiedersi se il superamento del servaggio e del clericalismo doveva necessariamente comportare il pagamento di un prezzo così alto, ovvero se la nascita del capitalismo sia stata davvero un evento inevitabile della storia o se invece essa è dipesa dal fatto che nel corso del Medioevo gli uomini non fecero abbastanza per cercare un’alternativa alle contraddizioni antagonistiche del feudalesimo. Il capitalismo è forse diventato inevitabile a causa di questa mancata alternativa?

Se c’era la possibilità di una diversa soluzione, allora dobbiamo rimettere in discussione i giudizi negativi espressi dai teorici liberali e marxisti nei confronti del sistema economico basato sull’autoconsumo. Se vogliamo infatti creare un socialismo veramente democratico, di fronte a noi ci sono due strade (che possono anche essere seguite contemporaneamente, anche se di necessità una dovrà prevalere sull’altra):

  1. l’autoconsumo del produttore diretto, polivalente, che ha bisogno del mercato solo per cose che non può assolutamente produrre o reperire come risorsa naturale (cose di cui, in ultima istanza, può anche far meno per poter vivere). Ciò implica ch’egli sia giuridicamente e politicamente libero, non soggetto ad alcuna coercizione extra-economica. Naturalmente le sue forze produttive saranno sempre limitate (come d’altra parte i suoi bisogni), ma la stabilità di tale metodo produttivo è assicurata, a meno che essa non venga minacciata da catastrofi naturali, nel qual caso dovrebbe farsi valere la solidarietà del collettivo, cui il produttore appartiene. Ovviamente la solidarietà va coltivata per tempo, in quanto essa non può nascere automaticamente; ed è questo in un certo senso il limite di tale sistema produttivo: il produttore diretto tende a rivolgersi alla forza del collettivo solo nel momento del bisogno;
  2. una collettività o una società basata sulla divisione del lavoro, ma in cui l’uguaglianza dei lavoratori sia assicurata dalla democrazia a tutti i livelli. Quanto più è forte la divisione del lavoro, tanto più forti devono essere i legami sociali, poiché chi non rispetta le proprie funzioni incrina tutto l’apparato produttivo. Un sistema di tal genere deve puntare molto sui legami che possono realizzare i valori etico-sociali e culturali.

Ora, considerando il forte individualismo esistente in Europa occidentale (per non parlare degli USA), la seconda soluzione pare la più difficile da realizzare, poiché essa implica una certa maturità socio-culturale o comunque una certa disponibilità interiore a partecipare ai problemi comuni.

Europa occidentale e USA potrebbero adottare il socialismo democratico basato sulla divisione del lavoro, grazie all’aiuto di forze sociali straniere, provenienti da Paesi che conoscono il valore del collettivismo. Tali forze però dovrebbero essere considerate “paritetiche” e non dovrebbero essere numericamente “minoritarie”.

In ogni caso sarà impossibile per l’Occidente conservare gli attuali livelli di produttività, accettando il collettivismo proprio dei Paesi non-capitalistici.

venerdì 7 novembre 2008

Imbecilli: era una carineria !

Ma basta! Quale gaffe. Era una carineria e chi non lo capisce è un imbecille. 
D'altronde la sua parte politica di carinerie è da sempre prolissa: dai bingo bongo di Calderoli alla faccia da mortadella di Prodi.
Ma quando dispensa carinerie un esponente dell'opposizione? Massimo D'Alema giorni fa aveva definito il ministro Brunetta "un'energumeno tascabile" e le reazioni sono state tutte all'insegna del sense of humor della pdl: lo stesso Brunetta risponde "Quelle del deputato D'Alema sono volgarità razziste, evidentemente la mancanza di potere gli ha fatto perdere la testa". Poi un certo deputato Stracquadanio, peones pdl, ha dichiarato "D'Alema giunto al tramonto di una carriera politica tanto promettente quanto fallimentare, ha compiuto oggi una svolta epocale: ha abbandonatola cultura stalinista per abbracciare quella nazista". Mentre per il vicepresidente dei senatori pdl, Bonfrisco, "il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il vizio staliniano dell'attacco personale, della demolizione dell'avversario". Chiuse La Russa con un "in confronto a D'Alema, Brunetta è un gigante di signorilità".  Insomma: se il ministro scherza sulla sua altezza per primo, pubblicando sul sito del ministero le vignette che lo sfottevano tutto bene, ma se la battuta la fa uno dell'opposizione apriti cielo. 
Quanto sense of humor dalle parti della destra!
Altra storia per le parole del premier sulla superiorità della cultura occidentale su quella musulmana...fu frainteso allora come oggi: quanti imbecilli nel mondo...a proposito, la sapete quella del tizio che imprecava contro tutti quelli che andavano contromano?

Come diceva la mamma di Forrset Gump?

giovedì 6 novembre 2008

mercoledì 5 novembre 2008

martedì 4 novembre 2008

...anzi di antico (2)


Dopo le parole di Cossiga, quelle di Gelli e dopo Gelli quelle di Dell'Utri: in Rai ci sarebbero "ancora dirigenti messi dalla sinistra e che rispondono a logiche di sinistra". Per questo "è difficile cambiare la televisione e pensare che migliori la qualità della comunicazione quando a guidarla c'è gente che alimenta una visione negativa della vita". Qualcosa "si sta già facendo", ci pensa Berlusconi "a diffondere ottimismo". Ma perché qualcosa cambi davvero serve "un nuovo approccio stilistico: le notizie, certo, bisogna darle, sennò si torna al fascismo, ma c'è modo e modo di comunicarle. Magari con conduttori più gradevoli. Al Tg3 ci sono degli anchormen con una faccia un po' gotica, dark. Credo che il direttore del tg dovrebbe mostrare un maggiore 'esprit de finesse' in queste cose. Farle, dirle lo stesso, ma magari con un'altra espressione..." 

Dopo il ritorno degli infiltrati nei cortei e i camion con mazze lasciati liberi di passare, dopo l'elogio del programma della P2, il nuovo ukaze bulgaro sulla TV.

Tutto questo mentre una quarantina di "giovani" di destra  assalta la Rai. . Rassicurante.


domenica 2 novembre 2008

Oh baby baby it's a wild world

Oh baby baby it's a wild world,
it's hard to get by just upon a smile.
Oh baby baby it's a wild world.
Le prossime quarantott'ore spazzeranno, via in un refolo di uragano, anni bui di regressione mondiale. 
L'uomo godrà forse di un'immeritata speranza e forse vincerà le elezioni sul filo di un voto, magari in Florida. Ma il mondo ha già votato da giorni: vai Barack, imprimi questa impronta sul sedere di Bush: un piccolo gesto per l'uomo, una grande soddisfazione per l'Umanità.

venerdì 31 ottobre 2008

anzi, di antico

I camioncini con le mazze lasciati passare in piazza per lasciar creare scontri.

I sindacati che firmano i contratti tranne la C.G.I.L.

deja-vu


martedì 28 ottobre 2008

Opposizione Ombra

Copio volentieri un articolo di Giulietto Chiesa perché credo siano queste le vere tematiche politiche da affrontare ora. L'agenda NON dovrebbe dettarla il governo Berlusconi, né un'opposizione dignitosa dovrebbe subirla.
A noi interessa questo: sostenibilità, futuro, pace, lavoro, energie alternative, vero progresso.

di Giulietto Chiesa - Megachip

Alcune note utili, forse, per affrontare il problema della transizione a un'altra società, che sia compatibile con la sopravvivenza del genere umano. Né più né meno. E non perché, stanti così le cose, come si dirà tra qualche riga, il nostro destino sia quello di essere eliminati dalla faccia del pianeta per manifesta incompatibilità con la natura di cui siamo parte impazzita, in quanto incapace di convivere con la sua entropia.

1) La prima considerazione-constatazione è che l'umanità ha già raggiunto, da oltre 25 anni, la situazione di "insostenibilità". Il termine usato dal Club di Roma, nel suo update del 2002, è "overshooting". Siamo in overshooting da 25 anni. E' una situazione che non si era mai verificata nella vicenda, lunga 5 miliardi di anni, della ecosfera.

Dal 1980 in avanti, circa, i popoli della Terra hanno utilizzato le risorse del pianeta, ogni anno, più di quanto esse siano in condizioni di rigenerarsi.

Cos'è esattamente l'overshooting? E' “andare oltre un limite”, anche senza volerlo. In primo luogo perché non lo si sa. Ciò avviene – dicono gli scienziati del Club di Roma - in condizione di crescita accelerata, oppure quando appare un limite o una barriera, oppure a causa di un errore di valutazione che impedisce di frenare, ovvero quando si vorrebbe frenare ma non ci sono più freni disponibili.

Overshooting contiene anche un altro aspetto: che, a un certo punto, si verifica un “picco”, doppiato il quale non si può più tornare indietro. Dove si trovi questo picco, questo Capo di Buona Speranza, è molto difficile da calcolare, perché siamo dentro problemi di altissima complessità

Siamo esattamente in una situazione in cui tutti e quattro questi aspetti sono in funzione. Inoltre si calcola che ci vorranno oltre dieci anni prima che le conseguenze dell' overshooting diventino chiaramente visibili. E ci vorranno 20 anni prima che l'overshooting diventi un'idea comunemente accettata. Bisognerà agire in questi limiti di tempo.

Ma è già evidente oggi che l'attuale architettura istituzionale della politica e dell'economia mondiale non è in grado di risolvere il problema del freno.

Quanti conoscono questa situazione? Un numero insignificante di specialisti. Pochi governanti di questo pianeta. Ecco perché questa situazione deve trovare posto in una rivista che si occupa di comunicazione e di informazione: perché questa situazione non viene comunicata e, quando lo è, è comunicata male e in forme ingannevoli.

Per esempio perfino l'opinione dei gruppi più avanzati, intellettualmente e culturalmente (per esempio Al Gore e i suoi consiglieri) è che noi "corriamo il rischio" della insostenibilità. Cioè nemmeno i più avveduti sanno che ciò è già accaduto. Di conseguenza si prendono decisioni gravemente errate.

2) Cosa occorrerebbe fare, da subito?

a) Sviluppare a ritmi forzati la ricerca scientifica e tecnologica in direzione del risparmio energetico, della riduzione dell'aumento demografico del mondo povero, dell'aumento del consumo alimentare dei poveri e della crescita delle loro condizioni di vita (perché questo riduce la natalità), dell'aumento della produzione di energie alternative, della riduzione dell'inquinamento ambientale e degli scarti: in poche parole andare verso la riduzione dell'impronta umana sull'ecosistema, sulla biosfera.

b) Pianificare gl'interventi sull'unica scala che conta, cioè su scala planetaria. Cioè dotarsi di un'architettura decisionale mondiale (si spera democratica) in grado di realizzarli. Solo una tale architettura può ampliare l'orizzonte temporale della programmazione degl'interventi e consentire effetti di lunga durata per il governo della crisi.

c) Organizzare il cambiamento di abitudini di miliardi di persone. Ciò richiede un drastico mutamento dei sistemi di informazione e comunicazione, delle istituzioni educative in generale. Mutamento che non può essere spontaneo o casuale, e che va dunque organizzato dai poteri pubblici e democratici. E' evidente che esso influirà sugli assetti proprietari del sistema mediatico, e anche per questa ragione sarà duramente osteggiato.

Vi sono alcuni corollari a queste considerazioni:

Corollario n.1. Tutti questi temi programmatici richiederebbero decenni per essere realizzati. Cioè bisognerà non dimenticare che, anche se cominciassimo oggi stesso a proporre cambiamenti, ci vorrà molto tempo prima che si producano effetti. In altri termini l 'overshooting peggiorerà nel corso del prossimi vent'anni.

Corollario n.2. Non abbiamo altri trent'anni a disposizione. Il sistema economico-sociale in cui viviamo non reggerà, senza grandi cataclismi (sociali, politici, militari) entro questo lasso di tempo.

Corollario n.3. Occorrerà rendere consapevoli grandi masse popolari, in tutti i continenti, ma soprattutto nel mondo occidentale, che i limiti dello sviluppo sono già stati raggiunti. Il fatto che non lo si veda ancora non è che la conferma che il sistema mediatico nasconde la realtà invece di renderla nota e spiegarla.

Corollario n 4. Non stiamo discutendo dell'eventualità che qualcuno, da qualche parte, decida di ridurre la crescita. La crescita, nei termini in cui è avvenuta nel corso dell'ultimo secolo, sarà fermata non da decisioni umane ma dagli eventi che derivano dalla natura dell'ecosfera, cioè dalle leggi della fisica e della chimica.

Corollario n 5. Le resistenze al cambiamento saranno enormi. In primo luogo tra i padroni del nostro tempo, le corporations, e i governi. Agli uni e agli altri sarà richiesto di perdere molto e di sottostare a condizioni e discipline che rifiuteranno di rispettare. Si imporrà una visione del “Bene Comune”, contro la quale verranno scagliate mille risposte corporative, di interessi particolari che non accetteranno di essere messi in forse. Ma non sarà solo il problema di élites egoiste. Anche miliardi di individui non vorranno, non sapranno, rinunciare alle loro abitudini, fino a che gli eventi non ve li costringeranno.

Corollario n. 6. La possibilità che scenari di grande mutamento, improvvisi, non preceduti da adeguata informazione e preparazione, provochino ondate di panico, apre la strada a forti pericoli di instabilità e a formidabili pressioni per soluzioni di guerra.

Un ulteriore aspetto della questione deve essere evidenziato.

Molte risposte fino ad ora formulate a questo tipo di considerazioni affermano che vi sono due meccanismi in azione che potranno risolvere, se non tutte, almeno una parte rilevante delle attuali e future contraddizioni. Si tratterebbe della tecnologia e del mercato. E di una combinazione di entrambi. Entrambi, in effetti, possono esercitare una influenza, ma nessuno dei due, singolarmente e insieme, sarà sufficiente. Per diversi e concomitanti motivi. La tecnologia sostitutiva e integrativa dei processi in corso non è in grado di fare fronte alla rapidità della crisi. Gli aggiustamenti tecnologici necessari per produrre mutamenti nella qualità dello sviluppo (cioè verso la sostenibilità almeno parziale, cioè verso il restringimento dell' overshooting , sicuramente non verso la sua eliminazione) richiedono tempi non inferiori ai 30-50 anni per entrare in funzione. Le tecnologie costano. Le tecnologie richiedono anch'esse ulteriori flussi di energia e di materiali. Cioè, mentre cercheranno di alleviare i problemi, ne creeranno altri. In parole più semplici: crescita della popolazione mondiale, crescita geometrica dello sviluppo dei consumi, crescita della domanda di energia in presenza di costi crescenti di estrazione dell'energia fossile organica e inorganica, saranno tutti fattori che non potranno essere fermati dalla sola crescita tecnologica (neppure nell'ipotesi ottimale che, per essa, si trovino le immense risorse necessarie) .

Per quanto concerne il mercato, esso ha proceduto fino ad ora in direzione della totale insostenibilità. E' il mercato ad avere prodotto questa situazione insostenibile. Il mercato implica una crescita esponenziale (proporzionale a ciò che è già stato accumulato) , che è racchiusa nella logica del prodotto Interno Lordo. Ma una crescita esponenziale non può procedere indefinitamente in un qualsiasi spazio finito con risorse finite .

In altri termini, l'economia capitalistica, esattamente come la popolazione, non sempre cresce, ma entrambe sono strutturate per crescere e, quando crescono, lo fanno in modo esponenziale. Questo modo non è sostenibile.

Chiedere al mercato di risolvere questa equazione à una cosa priva di senso. Esiste una grande confusione, e un grande equivoco, su questa questione, nel quale gli economisti cadono sistematicamente perché non riescono a distinguere tra denaro e le cose materiali reali che il denaro rappresenta.

L'economia fisica (le merci, i servizi, e la loro produzione) è una cosa reale.

L'economia del denaro è un'invenzione sociale che non è soggetta alle leggi fisiche della natura.

Dunque, riassumendo, il problema non è se la crescita dell'impronta umana sull'ambiente (effetto della crescita esponenziale) si fermerà: la sola questione è quando e in che modo.

Il Club di Roma trae questa conclusione, che io ritengo assolutamente fondata: “Se noi saremo capaci di anticipare queste tendenze, allora potremo esercitare un certo controllo su di esse, scegliendo tra le varianti disponibili. Se noi le ignoreremo, allora i sistemi naturali sceglieranno l via d'uscita senza riguardo al benessere dell'Uomo”

Un'ultima notazione. Secondo una studio recentissimo dell'Unione Europea, soltanto per fare fronte al riscaldamento climatico in atto, le risorse mondiali necessarie, ogni anno che verrà, oscilleranno tra le due cifre di 230 e 614 miliardi di euro.

La quota europea di questa spesa - che, si noti, concerne soltanto le spese per fare fronte alle esigenze di adattamento e di riorganizzazione sociale e industriale - sarà pari, mediamente, ogni anno, a 70 miliardi di euro. Tutto ciò in condizioni normali. Si immagini soltanto cosa potrebbe significare, in una prospettiva di medio termine, lo spostamento di 200 milioni di persone, previsto dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, in caso di mutamenti climatici catastrofici.

E si tenga presente un dato emerso negli ultimi mesi. Dato che ci informa che, se non fossimo folli, potremmo risolvere molti dei problemi qui esposti: la sola guerra irachena è costata (secondo diverse e autorevoli valutazioni) dai tre ai cinque trilioni di dollari.

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&art

sabato 25 ottobre 2008

Dov'è la vittoria ?

Terminata la manifestazione nazionale del PD a Roma.
Il refrain del discorso di Veltroni è stato: "L'Italia è migliore della destra che la rappresenta" ...sarà, ma la vota.

Mentre la televisione inquadra alle spalle del leader i vari D'Alema, Fassino, Marini, Bindi, Finocchiaro, fanno pensare le centinaia di migliaia di persone che intonano Mameli: "Dov'è la vittoria?"

venerdì 24 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

D'istruzioni per l'uso - 2

A parte la solita retromarcia di Berlusconi (forse dopo l' incazzatura dello stesso Maroni e dopo le parole del PD "non toccate un capello a nessun ragazzo", che porterà sabato centinaia di migliaia di persone in più in piazza) http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/SCUOLA-BERLUSCONI-NE-DETTO-NE-PENSATO-MANDARE-POLIZIA/news-dettaglio/3373134, in tema di occupazioni abusive i nostri se ne intendono:
a) occupando abusivamente le frequenze televisive in contemporanea nazionale e venendo oscurati dai pretori prima e graziati da Craxi poi.
b) occupando abusivamente le frequenze di Europa 7 e venedo per questi condannati dalla corte europea di giustizia.
c) occupando abusivamente posti in parlamento essendo ineleggibili come soggetti che usufruiscono di licenze statali 
( 1] coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, 
oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza
 di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o l'autorizzazione è sottoposta)
d) resistendo a pubblici ufficiali e venedo per questo condannati (http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=46025 )

D'istruzioni per l'uso - 1

"Convocherò oggi  il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere" 

Ieri ascoltando Berlusconi imporre a Maroni di mandare le forze dell'ordine a sgomerare gli edifici pubblici scolastici occupati, pensavo a quest'ultimo.  
Il consiglio dei ministri non era più un organo costituzionale tra pari, ma un luogo dove uno comanda e l'altro esegue.
L'interim delle decisioni di tutti i ministeri. 

martedì 21 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Benedetto in sedicesimo

Il Papa a Pompei attacca l'anticlericalismo
ma non parla di camorra. «Una scelta»
L'addetto stampa: «Rispetto per onesti»

La grande frenata - 1

martedì 14 ottobre 2008

Diversamente probe

Le puttane in strada. Roba da pensionati, operai, camionisti e broker.
Nei night e sui siti patinati sì, lì restano e prosperano. Ripenso con nostalgia ai miei amici che volevano portarmici. Ed io mai! (testicolo di un uomo!!!). Felliniani compagni di viaggio ormai imbolsiti e incanutiti che si aggirano ancora da quelle parti, per nostalgia s'intende. 

Oggi vige la perversione sofisticata; lo scambismo con le maschere da carnevale di Venezia (dove lì sotto magari si camuffa la postina racchia o l'amica della tua ex che vi fece lasciare perché gli stavi sulle palle e non rappresentavi un futuro; si gira con la 24 ore con tutto il necessaire in lattex e i condom al gusto di mapo o di litchi selvatici. 
Oggi che la comunicazione verbale si è interrotta e nessuno più s'informa sul "quanto", costretti a ricaricare la propria Aura e non poter mercanteggiare sul prezzo.  

Chiamiamole diversamente probe e ricordiamole così.  
In fondo ora operano solo per il loro Ministero.