sabato 21 marzo 2009

Il "guastafeste" a San Benedetto del Tronto


Invitato dalla BIBLIOFILA a presentare il suo libro "Il guastafeste", è arrivato stamani Antonio Di Pietro ed ha parlato all'auditorium comunale, in presenza del sindaco Gaspari e altre autorità. Una sala troppo piccola per l'evento, che si è gremita di un pubblico curioso e attento e che ha rivolto molte domande al politico.

Insieme a lui c'era Niccolò Rinaldi, candidato per l'IDV alle europee, che è Segretario Generale aggiunto alla commisione europea 


venerdì 20 marzo 2009

de Magistris

L'entrata in politica (come candidato, almeno) di De Magistris ha scatenato i berluscones in parlamento e nei giornali: una ridda di offese e sospetti come dai tempi di Di Pietro.

Immagino che presto gli verranno rinfacciate anche le parole che pronunciò a Strasburgo (guardate al minuto 3,35)


lunedì 16 marzo 2009

Spegnete le vostre lucine rosse !



Contrariamente a quanto si pensi, gli stand-by pesano molto sui consumi complessivi, non a caso la stessa Ue si è molto occupata della questione varando, il dicembre scorso, un regolamento che mira a imporre standard decisamente più severi per i consumi in standby degli apparecchi: dal 2011 gli apparecchi venduti in Europa, in modalità standby non potranno assorbire più di 1 W, e 2 W se tale modalità risulta necessaria a illuminare un display che fornisce informazioni. Nel 2014 tali limiti dovrebbero essere ulteriormente ridotto della metà. 

Il perché di tanto interesse da parte dell'Unione Europea si può riassumere forse nel seguente dato numerico: in Europa, nel solo 2005, gli stand-by di elettrodomestici e altre apparecchiature elettroniche, hanno comportato il consumo di circa 47 TWh (47 miliardi di kWh), pari all'energia elettrica generata in un anno da 7 centrali da 1000 MW, provocando così l'emissione in atmosfera di alcune decine di milioni di tonnellate di CO2, il gas che oggi maggiormente contribuisce ad incrementare l'effetto serra, più quella di altre sostanza inquinanti e dannose per la salute e l'ambiente. 

Sempre per restare a livello europeo, il consumo medio in ogni abitazioni, causato dagli 
standby, si attestava (nel 2005) sui 244 kWh l'anno, pari a oltre il 9% dei consumi elettrici medi europei del settore residenziale. Nello stesso anno in Europa gli standby hanno pesato complessivamente (includendo quindi anche gli altri settori) sui consumi elettrici per circa il 20%. Quello che, infatti, solitamente sfugge, è l'effetto cumulativo dei singoli apparecchi che, ad esempio nelle nostre abitazioni, restano in stand-by e il numero totale di ore in cui questi permangono in tale modalità. Facendo qualche semplice moltiplicazione emergono numeri spesso sorprendenti. Per maggiori informazioni sui dati di consumo dei differenti elettrodomestici, nelle varie modalità di funzionamento, si suggerisce di visitare il sito di Topten, uno strumento che ha proprio lo scopo di fornire al grande pubblico indicazioni e informazioni su come risparmiare energia e orientare le proprie scelte verso i prodotti più efficienti presenti sul mercato. 


domenica 15 marzo 2009

bimbo ucciso da branco di cani (l'ennesimo!)

RAGUSA - Tragedia sul litorale siciliano fra Marina di Modica e Sampieri, in provincia di Ragusa. Un bambino di 10 anni, G. B., è morto dopo essere stato aggredito da un branco di cani randagi. Il piccolo stava per essere ricoverato presso l'ospedale Cannizzaro di Catania, ma è morto poco dopo il decollo dell'elicottero dei soccorsi. I carabinieri stanno ora accertando se si sia trattato effettivamente di un branco di cani randagi, o se piuttosto gli animali fossero fuggiti da qualche abitazione privata. 

I cani hanno assalito e ferito anche un altro bambino di 9 anni, che è stato ricoverato presso l'ospedale Maggiore di Modica, e un uomo di 40 anni, medicato presso il pronto soccorso di Pozzallo. 

Pochi mesi fa, all'inizio di ottobre del 2008, la stessa sorte era toccata a un 
bambino di 9 anni di Circello, nel Beneventano. Mattia Maddalena - così si chiamava - era stato aggredito da un branco di cani randagi in una zona di campagna, non lontano dalla sua abitazione, ed era morto in seguito alle gravi ferite riportate. 

Ma le cronache recenti si sono purtroppo arricchite di episodi che hanno visto protagonisti cani aggressivi e giovani vittime. Lo scorso 24 febbraio, a Piombino, un 
bambino di 11 mesi è stato aggredito in casa dall'american staffordshire dei suoi genitori: ferito in modo grave, è stato ricoverato presso l'ospedale Meyer di Firenze. E pochi giorni prima, il 13 febbraio, a Genzano, vicino Roma, un bimbo di 11 mesi era stato assalito e ucciso da un mastino napoletano: anche in quel caso si trattava del cane di famiglia.  http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/bambini-e-cani/bambini-e-cani/bambini-e-cani.html

sabato 14 marzo 2009

Now, I can


Prodi stamani ha rinnovato la tessera del PD  (qui)

Finché c'era "il principale esponente dello schieramento a noi affine" non l'aveva presa...

sabato 7 marzo 2009

Chiesa estremista

Bimba di 9 anni stuprata abortisce
l'arcivescovo scomunica i medici
CITTA' DEL VATICANO - Imbarazzo, rabbia, dolore, pietà, ma anche una sola incrollabile certezza: "Abortire è peccato. Sempre". Queste le prime reazioni "a caldo" colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni. "E' una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perché lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato", spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita. 

Una posizione del tutto in linea con quanto deciso il monsignore brasiliano Josè Cardoso Sobrunho, arcivescovo di Recife, il quale, nello specificare che il provvedimento non riguarda la bambina, puntualizza che il "peccato" d'aborto ricade esclusivamente sui medici e "chi lo ha realizzato - si è augurato il presule spiegando i termini del provvedimento - si spera che, in un momento di riflessione, si pentano". Mentre un gruppo di avvocati cattolici ha denunciato il caso alla giustizia. 

Il patrigno della bambina, un uomo di 23 anni di cui non è stato dato il nome, si trova in stato d'arresto da giorni in un carcere dell'entroterra del Pernambuco, in seguito alla confessione di aver stuprato la piccola - la prima volta tre anni fa - e di aver abusato anche della sorella invalida di 14 anni. Alla bambina di 9 anni vengono attualmente somministrati medicinali per indurre un aborto farmaceutico alla gravidanza di due gemelli in seguito agli abusi, ricorda la stampa locale, che da giorni sta seguendo il caso. La vicenda della piccola ha diviso tra l'altro anche i suoi genitori, visto che il padre si è detto contro l'aborto, la madre invece a favore. 
Critico verso il provvedimento ecclesiale, Livio Moraes, primario presso l'ospedale dell'Università di Pernambuco, che ha ricordato che la legge brasiliana "autorizza l'aborto in caso di stupro o pericolo di morte", vale a dire proprio le condizioni entro cui si è venuta a trovare la bambina violentata. Valutazione non condivisa dall'arcivescovo Sobrinho che ha risposta al primario sventolando le ragioni dogmatiche su cui a suo parere poggia la scomunica, sottolineando che "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Per qui, quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore". 
Meno dogmatico e più sofferto il commento di uno dei più autorevoli teologi pontifici, monsignor Piero Coda, docente alla Pontificia Università Lateranense, il quale - pur ricordando che per il credente abortire è sempre peccato - ha parole di dolore e di pietà per la piccola brasiliana. "L'aggressione subita da quella bambina - dice subito il teologo - è un crimine abominevole, gravissimo, che va punito con tempestività e severità". Ma, "pur di fronte a tanto dolore" per il monsignore "rispondere ad una tragedia con un'altra tragedia come è l'aborto è sbagliato". "Senza entrare nel merito di questo caso perché non ne conosciamo ancora tutti i termini - puntualizza prudentemente ancora Piero Coda - non possiamo mai dimenticare che per la morale cattolica l'aborto è un atto gravissimo che occorre fare tutto il possibile per evitarlo". "Altra cosa è valutare le responsabilità di chi commette un crimine tanto aberrante, persone che vanno condannane senza esitazione. Ma sarebbe meglio fare tutto il possibile - conclude monsignor Coda - per evitare di arrivare a questi drammi, con una più mirata opera di prevenzione e di aiuto per le fasce sociali più deboli ed esposte, non solo in Brasile, ma in tutto il mondo, Italia compresa". 

Sul caso della bimba stuprata è intervenuto anche il ministro della sanità brasiliano, Josè Gomes Temporao, che ha accusato la Chiesa cattolica di aver adottato una posizione "estremista", "radicale" e "inopportuna" avendo deciso di scomunicare i medici che hanno fatto abortire la bambina di nove anni. "Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che - si è lamentato il ministro -, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo". 
Dal Vaticano, risponde padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio epr la Famiglia, presieduto dal cardinale Ennio Antonelli. "E' un tema molto, molto delicato", ma "la chiesa - ricorda il monsignore - non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba". "L'annuncio della chiesa è la difesa della vita e della famiglia - aggiunge ancora padre Grieco - ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita, anche di fronte a un dramma umano come la violenza di una bambina". 
E la scomunica ai medici? "I vescovi giustamente predicano il mistero della vita - risponde il religioso - e la chiesa non può tradire il suo annuncio. L'aborto non è una soluzione, è una scorciatoia". "La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la chiesa - ricorda Grieco - non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l'aborto, l'uccisione di un innocente. Sono protagonisti di una scelta di morte".