venerdì 31 ottobre 2008

anzi, di antico

I camioncini con le mazze lasciati passare in piazza per lasciar creare scontri.

I sindacati che firmano i contratti tranne la C.G.I.L.

deja-vu


martedì 28 ottobre 2008

Opposizione Ombra

Copio volentieri un articolo di Giulietto Chiesa perché credo siano queste le vere tematiche politiche da affrontare ora. L'agenda NON dovrebbe dettarla il governo Berlusconi, né un'opposizione dignitosa dovrebbe subirla.
A noi interessa questo: sostenibilità, futuro, pace, lavoro, energie alternative, vero progresso.

di Giulietto Chiesa - Megachip

Alcune note utili, forse, per affrontare il problema della transizione a un'altra società, che sia compatibile con la sopravvivenza del genere umano. Né più né meno. E non perché, stanti così le cose, come si dirà tra qualche riga, il nostro destino sia quello di essere eliminati dalla faccia del pianeta per manifesta incompatibilità con la natura di cui siamo parte impazzita, in quanto incapace di convivere con la sua entropia.

1) La prima considerazione-constatazione è che l'umanità ha già raggiunto, da oltre 25 anni, la situazione di "insostenibilità". Il termine usato dal Club di Roma, nel suo update del 2002, è "overshooting". Siamo in overshooting da 25 anni. E' una situazione che non si era mai verificata nella vicenda, lunga 5 miliardi di anni, della ecosfera.

Dal 1980 in avanti, circa, i popoli della Terra hanno utilizzato le risorse del pianeta, ogni anno, più di quanto esse siano in condizioni di rigenerarsi.

Cos'è esattamente l'overshooting? E' “andare oltre un limite”, anche senza volerlo. In primo luogo perché non lo si sa. Ciò avviene – dicono gli scienziati del Club di Roma - in condizione di crescita accelerata, oppure quando appare un limite o una barriera, oppure a causa di un errore di valutazione che impedisce di frenare, ovvero quando si vorrebbe frenare ma non ci sono più freni disponibili.

Overshooting contiene anche un altro aspetto: che, a un certo punto, si verifica un “picco”, doppiato il quale non si può più tornare indietro. Dove si trovi questo picco, questo Capo di Buona Speranza, è molto difficile da calcolare, perché siamo dentro problemi di altissima complessità

Siamo esattamente in una situazione in cui tutti e quattro questi aspetti sono in funzione. Inoltre si calcola che ci vorranno oltre dieci anni prima che le conseguenze dell' overshooting diventino chiaramente visibili. E ci vorranno 20 anni prima che l'overshooting diventi un'idea comunemente accettata. Bisognerà agire in questi limiti di tempo.

Ma è già evidente oggi che l'attuale architettura istituzionale della politica e dell'economia mondiale non è in grado di risolvere il problema del freno.

Quanti conoscono questa situazione? Un numero insignificante di specialisti. Pochi governanti di questo pianeta. Ecco perché questa situazione deve trovare posto in una rivista che si occupa di comunicazione e di informazione: perché questa situazione non viene comunicata e, quando lo è, è comunicata male e in forme ingannevoli.

Per esempio perfino l'opinione dei gruppi più avanzati, intellettualmente e culturalmente (per esempio Al Gore e i suoi consiglieri) è che noi "corriamo il rischio" della insostenibilità. Cioè nemmeno i più avveduti sanno che ciò è già accaduto. Di conseguenza si prendono decisioni gravemente errate.

2) Cosa occorrerebbe fare, da subito?

a) Sviluppare a ritmi forzati la ricerca scientifica e tecnologica in direzione del risparmio energetico, della riduzione dell'aumento demografico del mondo povero, dell'aumento del consumo alimentare dei poveri e della crescita delle loro condizioni di vita (perché questo riduce la natalità), dell'aumento della produzione di energie alternative, della riduzione dell'inquinamento ambientale e degli scarti: in poche parole andare verso la riduzione dell'impronta umana sull'ecosistema, sulla biosfera.

b) Pianificare gl'interventi sull'unica scala che conta, cioè su scala planetaria. Cioè dotarsi di un'architettura decisionale mondiale (si spera democratica) in grado di realizzarli. Solo una tale architettura può ampliare l'orizzonte temporale della programmazione degl'interventi e consentire effetti di lunga durata per il governo della crisi.

c) Organizzare il cambiamento di abitudini di miliardi di persone. Ciò richiede un drastico mutamento dei sistemi di informazione e comunicazione, delle istituzioni educative in generale. Mutamento che non può essere spontaneo o casuale, e che va dunque organizzato dai poteri pubblici e democratici. E' evidente che esso influirà sugli assetti proprietari del sistema mediatico, e anche per questa ragione sarà duramente osteggiato.

Vi sono alcuni corollari a queste considerazioni:

Corollario n.1. Tutti questi temi programmatici richiederebbero decenni per essere realizzati. Cioè bisognerà non dimenticare che, anche se cominciassimo oggi stesso a proporre cambiamenti, ci vorrà molto tempo prima che si producano effetti. In altri termini l 'overshooting peggiorerà nel corso del prossimi vent'anni.

Corollario n.2. Non abbiamo altri trent'anni a disposizione. Il sistema economico-sociale in cui viviamo non reggerà, senza grandi cataclismi (sociali, politici, militari) entro questo lasso di tempo.

Corollario n.3. Occorrerà rendere consapevoli grandi masse popolari, in tutti i continenti, ma soprattutto nel mondo occidentale, che i limiti dello sviluppo sono già stati raggiunti. Il fatto che non lo si veda ancora non è che la conferma che il sistema mediatico nasconde la realtà invece di renderla nota e spiegarla.

Corollario n 4. Non stiamo discutendo dell'eventualità che qualcuno, da qualche parte, decida di ridurre la crescita. La crescita, nei termini in cui è avvenuta nel corso dell'ultimo secolo, sarà fermata non da decisioni umane ma dagli eventi che derivano dalla natura dell'ecosfera, cioè dalle leggi della fisica e della chimica.

Corollario n 5. Le resistenze al cambiamento saranno enormi. In primo luogo tra i padroni del nostro tempo, le corporations, e i governi. Agli uni e agli altri sarà richiesto di perdere molto e di sottostare a condizioni e discipline che rifiuteranno di rispettare. Si imporrà una visione del “Bene Comune”, contro la quale verranno scagliate mille risposte corporative, di interessi particolari che non accetteranno di essere messi in forse. Ma non sarà solo il problema di élites egoiste. Anche miliardi di individui non vorranno, non sapranno, rinunciare alle loro abitudini, fino a che gli eventi non ve li costringeranno.

Corollario n. 6. La possibilità che scenari di grande mutamento, improvvisi, non preceduti da adeguata informazione e preparazione, provochino ondate di panico, apre la strada a forti pericoli di instabilità e a formidabili pressioni per soluzioni di guerra.

Un ulteriore aspetto della questione deve essere evidenziato.

Molte risposte fino ad ora formulate a questo tipo di considerazioni affermano che vi sono due meccanismi in azione che potranno risolvere, se non tutte, almeno una parte rilevante delle attuali e future contraddizioni. Si tratterebbe della tecnologia e del mercato. E di una combinazione di entrambi. Entrambi, in effetti, possono esercitare una influenza, ma nessuno dei due, singolarmente e insieme, sarà sufficiente. Per diversi e concomitanti motivi. La tecnologia sostitutiva e integrativa dei processi in corso non è in grado di fare fronte alla rapidità della crisi. Gli aggiustamenti tecnologici necessari per produrre mutamenti nella qualità dello sviluppo (cioè verso la sostenibilità almeno parziale, cioè verso il restringimento dell' overshooting , sicuramente non verso la sua eliminazione) richiedono tempi non inferiori ai 30-50 anni per entrare in funzione. Le tecnologie costano. Le tecnologie richiedono anch'esse ulteriori flussi di energia e di materiali. Cioè, mentre cercheranno di alleviare i problemi, ne creeranno altri. In parole più semplici: crescita della popolazione mondiale, crescita geometrica dello sviluppo dei consumi, crescita della domanda di energia in presenza di costi crescenti di estrazione dell'energia fossile organica e inorganica, saranno tutti fattori che non potranno essere fermati dalla sola crescita tecnologica (neppure nell'ipotesi ottimale che, per essa, si trovino le immense risorse necessarie) .

Per quanto concerne il mercato, esso ha proceduto fino ad ora in direzione della totale insostenibilità. E' il mercato ad avere prodotto questa situazione insostenibile. Il mercato implica una crescita esponenziale (proporzionale a ciò che è già stato accumulato) , che è racchiusa nella logica del prodotto Interno Lordo. Ma una crescita esponenziale non può procedere indefinitamente in un qualsiasi spazio finito con risorse finite .

In altri termini, l'economia capitalistica, esattamente come la popolazione, non sempre cresce, ma entrambe sono strutturate per crescere e, quando crescono, lo fanno in modo esponenziale. Questo modo non è sostenibile.

Chiedere al mercato di risolvere questa equazione à una cosa priva di senso. Esiste una grande confusione, e un grande equivoco, su questa questione, nel quale gli economisti cadono sistematicamente perché non riescono a distinguere tra denaro e le cose materiali reali che il denaro rappresenta.

L'economia fisica (le merci, i servizi, e la loro produzione) è una cosa reale.

L'economia del denaro è un'invenzione sociale che non è soggetta alle leggi fisiche della natura.

Dunque, riassumendo, il problema non è se la crescita dell'impronta umana sull'ambiente (effetto della crescita esponenziale) si fermerà: la sola questione è quando e in che modo.

Il Club di Roma trae questa conclusione, che io ritengo assolutamente fondata: “Se noi saremo capaci di anticipare queste tendenze, allora potremo esercitare un certo controllo su di esse, scegliendo tra le varianti disponibili. Se noi le ignoreremo, allora i sistemi naturali sceglieranno l via d'uscita senza riguardo al benessere dell'Uomo”

Un'ultima notazione. Secondo una studio recentissimo dell'Unione Europea, soltanto per fare fronte al riscaldamento climatico in atto, le risorse mondiali necessarie, ogni anno che verrà, oscilleranno tra le due cifre di 230 e 614 miliardi di euro.

La quota europea di questa spesa - che, si noti, concerne soltanto le spese per fare fronte alle esigenze di adattamento e di riorganizzazione sociale e industriale - sarà pari, mediamente, ogni anno, a 70 miliardi di euro. Tutto ciò in condizioni normali. Si immagini soltanto cosa potrebbe significare, in una prospettiva di medio termine, lo spostamento di 200 milioni di persone, previsto dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, in caso di mutamenti climatici catastrofici.

E si tenga presente un dato emerso negli ultimi mesi. Dato che ci informa che, se non fossimo folli, potremmo risolvere molti dei problemi qui esposti: la sola guerra irachena è costata (secondo diverse e autorevoli valutazioni) dai tre ai cinque trilioni di dollari.

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&art

sabato 25 ottobre 2008

Dov'è la vittoria ?

Terminata la manifestazione nazionale del PD a Roma.
Il refrain del discorso di Veltroni è stato: "L'Italia è migliore della destra che la rappresenta" ...sarà, ma la vota.

Mentre la televisione inquadra alle spalle del leader i vari D'Alema, Fassino, Marini, Bindi, Finocchiaro, fanno pensare le centinaia di migliaia di persone che intonano Mameli: "Dov'è la vittoria?"

venerdì 24 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

D'istruzioni per l'uso - 2

A parte la solita retromarcia di Berlusconi (forse dopo l' incazzatura dello stesso Maroni e dopo le parole del PD "non toccate un capello a nessun ragazzo", che porterà sabato centinaia di migliaia di persone in più in piazza) http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/SCUOLA-BERLUSCONI-NE-DETTO-NE-PENSATO-MANDARE-POLIZIA/news-dettaglio/3373134, in tema di occupazioni abusive i nostri se ne intendono:
a) occupando abusivamente le frequenze televisive in contemporanea nazionale e venendo oscurati dai pretori prima e graziati da Craxi poi.
b) occupando abusivamente le frequenze di Europa 7 e venedo per questi condannati dalla corte europea di giustizia.
c) occupando abusivamente posti in parlamento essendo ineleggibili come soggetti che usufruiscono di licenze statali 
( 1] coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, 
oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza
 di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o l'autorizzazione è sottoposta)
d) resistendo a pubblici ufficiali e venedo per questo condannati (http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=46025 )

D'istruzioni per l'uso - 1

"Convocherò oggi  il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere" 

Ieri ascoltando Berlusconi imporre a Maroni di mandare le forze dell'ordine a sgomerare gli edifici pubblici scolastici occupati, pensavo a quest'ultimo.  
Il consiglio dei ministri non era più un organo costituzionale tra pari, ma un luogo dove uno comanda e l'altro esegue.
L'interim delle decisioni di tutti i ministeri. 

martedì 21 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Benedetto in sedicesimo

Il Papa a Pompei attacca l'anticlericalismo
ma non parla di camorra. «Una scelta»
L'addetto stampa: «Rispetto per onesti»

La grande frenata - 1

martedì 14 ottobre 2008

Diversamente probe

Le puttane in strada. Roba da pensionati, operai, camionisti e broker.
Nei night e sui siti patinati sì, lì restano e prosperano. Ripenso con nostalgia ai miei amici che volevano portarmici. Ed io mai! (testicolo di un uomo!!!). Felliniani compagni di viaggio ormai imbolsiti e incanutiti che si aggirano ancora da quelle parti, per nostalgia s'intende. 

Oggi vige la perversione sofisticata; lo scambismo con le maschere da carnevale di Venezia (dove lì sotto magari si camuffa la postina racchia o l'amica della tua ex che vi fece lasciare perché gli stavi sulle palle e non rappresentavi un futuro; si gira con la 24 ore con tutto il necessaire in lattex e i condom al gusto di mapo o di litchi selvatici. 
Oggi che la comunicazione verbale si è interrotta e nessuno più s'informa sul "quanto", costretti a ricaricare la propria Aura e non poter mercanteggiare sul prezzo.  

Chiamiamole diversamente probe e ricordiamole così.  
In fondo ora operano solo per il loro Ministero.

Tu sei statista. No, tu !

"La storia ti definirà un grande, grandissimo presidente" - Silvio Berlusconi a Bush, 13 ottobre 2008, in visita a Washington per il Columbus Day (Mastella quest'anno ha dato forfait)


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sabato 11 ottobre 2008

La peggiore amministrazione dal '29


Salta agli occhi, inevitabile :  

a) Berlusconi iniziò il suo  glorioso
quinquennio (2001-2006) con il sanguinario G8 e con gli attentati alle torri gemelle. E ora inizia il suo secondo con la peggiore crisi economico-finanziaria mondiale di tutti i tempi.

Quegli attentati portarono a due guerre e Berlusconi ci si infilò mani e piedi.

b) A passargli la staffetta ieri come oggi l'amico George: arrivato alla presidenza con le elezioni più controverse della storia di quel paese, con una partita giocata in Florida dove governava il fratello Jeb Bush, ma che ancora non aveva potuto ribaltare gli equilibri politici all'interno della Corte Federale che infatti stabilì il riconteggio manuale dei voti, SUBITO STOPPATA DALLA CORTE COSTITUZIONALE FEDERALE, INVECE SOLIDAMENTE IN MANO AI REPUBBLICANI NOMINATI DA REAGAN E BUSH PADRE, DECIDENDO IL 13 DICEMBRE L'ELEZIONE, DOPO OLTRE UN MESE!
Al Gore infatti ottenne anche ufficialmente più voti dell'avversario ma grazie al particolare sistema elettorale americano che congela deputati e voti in base alle circoscrizioni, disegnate intorno a basi militari e zone a prevalenze etniche, fu eletto Dabbliu George.

Quelle elezioni scandirono un precedente e Berlusconi tentò di imitarle, nella ormai famosa e passata alla storia  Notte delle chiavette Usb,  ipotizzata dal docu-thriller "Uccidete la democrazia" di Deaglio.

c) Bush eletto per la seconda volta (2004)  dichiarò “In questo paese stiamo creando una società di proprietari, dove sempre più americani potranno finalmente aprire le porte delle case dove vivono” 

Si stava formando il bubbone dei subprime che da lì a non molti anni avrebbe affossato il mondo.

Berlusconi eletto per la seconda volta (2008), davanti alla crisi delle banche e all'affossamento delle borse mondiali dichiara: "Ho visto i corsi azionari di aziende come Eni, Enel, Mediaset, che continuano a guadagnare come prima. E' un momento di bolla speculativa all'incontrario, che rientrerà sicuramente, anche se nessuno di noi può dire quando. Ma certamente il mercato tornerà a valutare le aziende per quello che valgono"

Da tutto ciò potremmo dedurre che:

1] Berlusconi porta jella, se credessimo a queste superstizioni.

2] Bush è probabilmente il peggior presidente USA, fin'ora, se credessimo a Fukuyama

domenica 5 ottobre 2008

Il relativismo avvelena anche te...

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Bunetta: " Sono come padre Pio"

I corrieri della domenica

Domenica in: c'è Schifani che attacca Veltroni accusandolo di "avvelenare il clima politico".
L'altra domenica, quella di casa Berlusconi, ospita la Gelmini, ministro scolastico.

...meno male che stasera leggono la Bibbia integralmente, parte il Papa tedesco: almeno se messa a da essere...


«Purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualcosa di negativo… Per esempio quelle che voi chiamate piaghe… Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: L’Etna, il vulcano, ma è una bellezza naturale… Ma ce un’altra piaga grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… La siccità… la terra brucia, è “sicca”, una brutta cosa… Ma è la natura… e non ci possiamo fare niente… Ma dove l’uomo può fare qualcosa e non fa niente, è nella terza e più grave di queste piaghe, che veramente diffama la Sicilia, lei ha già capito, è inutile che io glielo dico, mi vergogno a dirlo: è il traffico… troppe macchine… traffico vorticoso che ci impedisce di vivere, che ci fa nemici famiglie contro famiglie».

venerdì 3 ottobre 2008

IL CODICE DI RUBIK (allitterazione)

E dopo il tormentone sulla religione di Obama, il segreto dei vicepresidenti...