E no eh!!! Possibile che la destra vada con stelline e avvenenti escort e la sinistra sempre e soltanto coi trans? Ma è veramente incredibile...non sai cosa augurarti: dei leader goderecci di belle donne o dei savonarola.sabato 24 ottobre 2009
Happy bird-day mister president
E no eh!!! Possibile che la destra vada con stelline e avvenenti escort e la sinistra sempre e soltanto coi trans? Ma è veramente incredibile...non sai cosa augurarti: dei leader goderecci di belle donne o dei savonarola.giovedì 14 maggio 2009
Cercasi opposizione (anche poco seria)



martedì 12 maggio 2009
giovedì 9 aprile 2009
Salvo il piccolo Michael Cipolla
domenica 22 febbraio 2009
Tolto un precario se ne assume un altro
giovedì 20 novembre 2008
C'è grossa crisi
C'è grossa crisi, diceva Quelo...
lunedì 10 novembre 2008
Capitalismo servaggio
Prospettive di ricerca
da Enrico Galavotti http://www.pinonicotri.it/?p=598
Una divisione del lavoro ha senso quando non esiste divisione tra lavoro e capitale, cioè quando i legami sociali dei produttori sono molto forti, altrimenti essa si trasformerà, inevitabilmente, in una fonte interminabile di soprusi: sfruttamento del lavoro altrui, abuso delle risorse naturali, sovrapproduzione di merci, impiego della scienza e della tecnica per perpetuare l’alienazione dominante (anche quando si pensa di attenuarne gli effetti) ecc.
Nel capitalismo la divisione del lavoro arricchisce pochi a svantaggio dei molti (all’interno di una stessa nazione e fra nazioni diverse). Guardando cosa essa ha prodotto in questa formazione sociale, vien da rimpiangere il Medioevo, in cui dominava l’autonomia del produttore diretto, che era polivalente, cioè indipendente dal mercato per le cose essenziali.
Solo che tale modo di produzione di per sé non può essere sufficiente per costituire un’alternativa efficace al capitalismo. Poteva costituire un’alternativa quando il capitalismo era in fieri, e naturalmente solo a condizione che il sistema dell’autoconsumo fosse in grado di eliminare la piaga del servaggio.
Oggi, perché l’autoconsumo possa costituire un’alternativa, occorrerebbe che il capitalismo subisse un crollo totale per motivi endogeni, ma è dubbio che ciò avvenga in tempi brevi. Il capitalismo si regge sullo sfruttamento del Terzo Mondo: finché le colonie e le neocolonie non si emancipano anche economicamente, il capitalismo non si accorgerà mai di non poter autosussistere.
Quando una formazione sociale si regge sullo sfruttamento del lavoro altrui, si autoriproduce solo fino a quando i lavoratori si lasciano sfruttare: il fatto che ad un certo punto sia nata l’esigenza del colonialismo sta appunto a dimostrare che i lavoratori europei non avevano intenzione di lasciarsi sfruttare in eterno. Ora tale decisione devono prenderla anche i lavoratori del Terzo Mondo, e auguriamoci che, quando la prenderanno, i lavoratori dei Paesi occidentali capiscano che quello sarà il momento buono per realizzare l’internazionalismo proletario contro il capitalismo mondiale.
Va comunque assolutamente escluso che il lavoro polivalente del produttore autonomo possa costituire un’alternativa quando esso viene sottoposto a un qualsivoglia regime di servaggio. “Autonomia” non può solo voler dire “indipendenza dal mercato”, ma deve anche voler dire “libertà” da qualunque forma di schiavitù. Si badi: non da qualunque forma di “dipendenza”, ma da qualunque forma di “dipendenza” in cui esista un “padrone” e un “servo”, una posizione precostituita di dominio e una di subordinazione.
E’ stata un’illusione della borghesia quella di credere che la libertà di un individuo potesse realizzarsi emancipandosi da qualunque dipendenza dal collettivo. Gli uomini devono dipendere dalle leggi che loro stessi, democraticamente, si danno, e devono altresì dipendere da molte leggi della natura, affinché sia salvaguardato l’equilibrio dell’ecosistema.
Se nel Medioevo non ci fosse stato il duro servaggio e l’oppressione culturale del clericalismo, forse il capitalismo non avrebbe trionfato così facilmente. Gli storici, in tal senso, dovrebbero verificare la tesi secondo cui l’edificazione del capitalismo è avvenuta in maniera relativamente facile nell’Europa occidentale, proprio perché qui il servaggio era molto più opprimente che nell’Europa orientale.
Nei confronti del Medioevo il marxismo ha emesso giudizi unilaterali, dettati da una sorta di pregiudizio anticlericale e antirurale. Si è condannato, col servaggio e il clericalismo, anche l’autonomia economica del produttore diretto, cioè il primato del valore d’uso sul valore di scambio, il significato sociale della comunità di villaggio, i concetti di autogestione e autoconsumo, ecc.
Il marxismo si è lasciato abbacinare dal fatto che, con l’impiego della rivoluzione tecnologica e con una forte divisione del lavoro, il capitalismo è riuscito ad aumentare a dismisura le potenzialità delle forze produttive. In effetti in quest’ultimo mezzo millennio l’umanità ha fatto passi da gigante sul piano produttivo e tecnologico.
Tuttavia, molti di questi passi, che si ritengono “in avanti”, sono stati pagati con terribili passi indietro (guerre mondiali, distruzione dell’ecosistema, morte per fame ecc.), al punto che oggi ci si chiede se davvero sia valsa la pena realizzare tanti progressi quando il risultato finale viene considerato soddisfacente solo per un’infima parte dell’umanità. Il marxismo ha avuto due torti fondamentali:
- quello di appoggiare un qualunque sviluppo capitalistico contro la rendita feudale, senza preoccuparsi di trovare nel sistema dell’autoconsumo le possibili alternative al servaggio;
- quello di tollerare i guasti provocati dal progresso tecno-scientifico, illudendosi di poterli ovviare sostituendo il profitto privato col profitto statale.
Detto altrimenti, lo storico dovrebbe chiedersi se il superamento del servaggio e del clericalismo doveva necessariamente comportare il pagamento di un prezzo così alto, ovvero se la nascita del capitalismo sia stata davvero un evento inevitabile della storia o se invece essa è dipesa dal fatto che nel corso del Medioevo gli uomini non fecero abbastanza per cercare un’alternativa alle contraddizioni antagonistiche del feudalesimo. Il capitalismo è forse diventato inevitabile a causa di questa mancata alternativa?
Se c’era la possibilità di una diversa soluzione, allora dobbiamo rimettere in discussione i giudizi negativi espressi dai teorici liberali e marxisti nei confronti del sistema economico basato sull’autoconsumo. Se vogliamo infatti creare un socialismo veramente democratico, di fronte a noi ci sono due strade (che possono anche essere seguite contemporaneamente, anche se di necessità una dovrà prevalere sull’altra):
- l’autoconsumo del produttore diretto, polivalente, che ha bisogno del mercato solo per cose che non può assolutamente produrre o reperire come risorsa naturale (cose di cui, in ultima istanza, può anche far meno per poter vivere). Ciò implica ch’egli sia giuridicamente e politicamente libero, non soggetto ad alcuna coercizione extra-economica. Naturalmente le sue forze produttive saranno sempre limitate (come d’altra parte i suoi bisogni), ma la stabilità di tale metodo produttivo è assicurata, a meno che essa non venga minacciata da catastrofi naturali, nel qual caso dovrebbe farsi valere la solidarietà del collettivo, cui il produttore appartiene. Ovviamente la solidarietà va coltivata per tempo, in quanto essa non può nascere automaticamente; ed è questo in un certo senso il limite di tale sistema produttivo: il produttore diretto tende a rivolgersi alla forza del collettivo solo nel momento del bisogno;
- una collettività o una società basata sulla divisione del lavoro, ma in cui l’uguaglianza dei lavoratori sia assicurata dalla democrazia a tutti i livelli. Quanto più è forte la divisione del lavoro, tanto più forti devono essere i legami sociali, poiché chi non rispetta le proprie funzioni incrina tutto l’apparato produttivo. Un sistema di tal genere deve puntare molto sui legami che possono realizzare i valori etico-sociali e culturali.
Ora, considerando il forte individualismo esistente in Europa occidentale (per non parlare degli USA), la seconda soluzione pare la più difficile da realizzare, poiché essa implica una certa maturità socio-culturale o comunque una certa disponibilità interiore a partecipare ai problemi comuni.
Europa occidentale e USA potrebbero adottare il socialismo democratico basato sulla divisione del lavoro, grazie all’aiuto di forze sociali straniere, provenienti da Paesi che conoscono il valore del collettivismo. Tali forze però dovrebbero essere considerate “paritetiche” e non dovrebbero essere numericamente “minoritarie”.
In ogni caso sarà impossibile per l’Occidente conservare gli attuali livelli di produttività, accettando il collettivismo proprio dei Paesi non-capitalistici.
sabato 11 ottobre 2008
La peggiore amministrazione dal '29
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venerdì 3 ottobre 2008
IL CODICE DI RUBIK (allitterazione)

mercoledì 24 settembre 2008
Bancarotta Sicilia
Oggi ho comprato Libero. Credo sia la prima volta in vita mia.domenica 21 settembre 2008
La Storia non si cambia, si riscrive !
Fort Alemanno
Questi anni si stanno caratterizzando per un ritorno al passato; un guardare indietro in politica, religione, economia. 
martedì 29 luglio 2008
venerdì 20 giugno 2008
Nazionalizzare le reti per tonni
mercoledì 28 maggio 2008
In formazione !
Entrata in fibrillazione con il terremoto Grillo (8 mesi fa il primo
v-day e un mese fa il secondo, proprio sull'informazione: centinai di migliaia di persone in piazze del Paese) sta velocemente cambiando pelle, dopo il risultato politico, ma sempre con i vecchi vizi.
Proprio Grillo ieri, sul suo blog, faceva notare un titolo de La Repubblica , "rifiuti, ultimatum ai ribelli" non proprio correto, quantomeno incompleto, ed ospitava un intervento di Jacopo Fo che faceva notare un trafiletto quasi invisibile, sull'inserto Venerdì , dove en passant si dava conto di una ricerca francese sull'aumento di tumori per chi vive nei pressi degli inceneritori.
...oggi per pranzare mi sintonizzo su quello pseudoTG che trasmette Italia 1.
Lo seguo pochissimo, non sopporto i finti servizi su tempo, mode, veline, notizie riclicate dalle pagine internet, l'uso di spezzoni dei comici mediaset e film d'annata, le interviste "casuali" alla ggente.

Oggi cronaca a go-go e nemmeno cronaca casuale ma tutta omogenea.
Un profluvio di immigrati, rom, rapinatori ex-ergastolani handicappati totali, banda sgominata che svaligiava banconat composta da italiani...di origine Rom (che saranno mai? Slavi regolari? Rom apostati ? Esistono quindi dei rom che sono regolari cittadini di questo Paese?).
Poi una serie di servizi su processi in corso o in fase di sentenza su pirati stradali che hanno avuto solo l'accusa di omicidio colposo e non volontario; i rapitori e uccisori del piccolo Matteo, del piccolo Youssuf e di sua madre, sua nonna e una vicina; sull'ingiusta accusa di omicidio volontario al rapinato in casa che spara e uccide alla schiena il suo rapinatore in fuga: e qui capolavoro nel capolavoro, si intervista la moglie di un orefice rapinato (da uno zingaro? boh...ce lo diranno) e ucciso nel 1997 che esprime solidarietà al rapinato odierno. Potevano, visto che c'erano, intervistare i parenti dell'ucciso da Vittorio Emanuele di Savoia sull'isola di Cavallo, o gli eredi del trasvolatore Lindbergh, che perse un figlio in un tentativo di rapimento...
Si chiude con la "rissa aggravata" all'università La Sapienza di Roma tra esponenti di sinistra e ESTREMA destra (dovessero fare confusione, da casa, con la destra, buona e governativa...naaa...), come? Intervistando l'europarlamentare Fiore (eletto solo perché la Mussolini scelse altro), capo di quella Forza Nuova da cui proveniva il raid picchiatore.
Poi i 25 agli arresti domiciliari a Napoli per l' "emergenza" rifiuti, sottolineando che l'indagine è partita 5 mesi fa ma solo oggi ci sono gli arresti (chiaro riferimento a congiure giudiziarie contro Bertolaso e Silvio).
Sortita al nord al processo ad un prete accusato di pedofilia e al suo vescono mons. Maggiolini accusato di avergli soffiato delle indagini, con intervista al prete che può spiegare che le accuse sono di UN SOLO RAGAZZO, per giunta psicolabile e che ha ritrattato! Amen.
Ore 12.51 blitz su una ragazza di 14 anni, Cinzia, sparita (di origine ecuadoregna: stì stranieri scocciano pure nella parte delle vittime!) e finale lieto, per addolcirsi la bocca, con la notizia di una bimba nata prematura e del peso di 370 grammi ma che crescerà con l'amore della mamma.
.................................................................................................................................................................. minchia, ma come si fa a pensare ad altro che non sia un rottweiler, un allarme in più o al porto d'armi?
Ronde? Altro che ronde, ci vuole la guardia civile, qua.
L'emendamento salvarete4 ? La lotta alla criminalità organizzata? Le parole della comunità di Sant'Egidio sugli zingari? Il rapporto ISTAT sui 3,5 milioni di immigrati regolari, che NON delinque nella quasi totalità (solo il 2%, in linea con gli italiani)? Magari nell'edizione della notte...fonda... Le parole di Fini sull'ignominia delle parole di Almirante sulla razza?
La Cina che incontra per la prima volta Taiwan? Il logo terroristico Bin Laden che profetizza la soluzione finale per l'Occidente con la Jihad NUCLEARE? nucleare? certo, nucleare, il governo costruirà nuove centrali...
Null' altro, solo il tempo per un servizietto (un altro) sulle temperature africane al sud con incendi e tempeste alluvionali al nord.
P.S. In compenso, una sola interruzione pubblicitaria: non ricordo gli sponsor...
martedì 20 maggio 2008
domenica 18 maggio 2008
Sanità vo cercando (e Scuola, Ricerca...)
Oggi, a governo fatto, scopriamo di non avere più un ministro per la Sanità, o per la Salute. Puff. Delegato, sottodimensionato. La salute è questione di Welfare.
Ne scrive anche Scalfari su La Repubblica : E' passato quasi sotto silenzio (se si esclude il lucido articolo di Ignazio Marino su "Repubblica" di venerdì) il fatto che nel nuovo governo non esiste più il dicastero della Sanità, derubricato come parte del dicastero del "Welfare" affidato ad un sottosegretario o vice ministro che sia. La derubricazione d'un ministero le cui attribuzioni sono sotto l'usbergo della Costituzione sotto forma del diritto alla salute di tutti i cittadini, è incomprensibile e inaccettabile. Capisco che la derubricazione possa esser gradita ai presidenti delle Regioni più ricche ma proprio per mantenere la parità di prestazioni sanitarie secondo il bisogno e non secondo il reddito che la Costituzione sancisce, non si può abolire il ministero della Salute e disossare il Servizio sanitario nazionale. Questa materia riporta l'attenzione sul federalismo fiscale, altro tema delicatissimo che fa parte di quelle riforme da fare insieme tra maggioranza ed opposizione.
Intanto i boss della Camorra fanno bruciare i cumuli di monnezza che hanno contribuito a far accatastare e le loro mogli guidano la protesta per far cacciare i rom dalle loro periferie.
Ci sarà da seguire attentamente il primo consiglio dei ministri a Napoli, mercoledì prossimo.
venerdì 16 maggio 2008
Tanti e maledetti
Grillo? Fa il moralista e guadagna 4 milioni di euro, facendo pagare persino le visite sul blog (falso, ovviamente) agli allocchi.
...persino Biagi, pare, sia andato via dalla RAI solo per avere la generosissima liquidazione (falso ovviamente).
Chissà perché le schiene dritte dovrebbero essere ricoperte di stracci...
sabato 5 aprile 2008
Lo chiamavano Boccadirosa
BERLUSCONI: HO VISTO LE SCHEDE E MI SONO SPAVENTATO
Meno male che Silvio c'è...e non ci fa.
Dire una sciocchezza simile è andare anche oltre la retorica elettorale. Bene ha fatto il ministro Amato a ricordargli CHI ha fatto la legge elettorale. E qualcuno nella legge porcata avrà pur dovuto metterci lo zampone ? O no?
queste le schede, del 2006 e di oggi.
Personalmente non vedo quasi differenze, a parte il diverso titolare del Viminale, che sicuramente questa volta non dirigerà la nottata a palazzo Grazioli, da lui.
Forse per questo rosica.
venerdì 4 aprile 2008
You tube tg1
Si agitano, dietro, si spostano prima a destra, poi a sinistra, disorientati dal monitor che li rimanda al contrario......il giornalista cerca di fare presto e passa la linea, brevi interviste: "sentiamo cosa ha detto Boselli", "ma Veltroni risponde da Terni, ascoltiamolo" ma immancabilmente si torna su lui e subito dietro è tutto uno scattare di telefonini.
Li immaginiamo a colloquio con parenti o amici "mi vedi? Sono in tv...girali tutti, devo essrci! E' diretto"e poi sorridono, si rispostano un pochino a destra e salutano con la mano. Ci sono anch' io!


